La votazione che si terrà la prossima primavera costituisce una situazione del tutto inedita su piano europeo e forse persino mondiale. In effetti un paese ricco e prospero, la Svizzera, si presta a rimettere al verdetto popolare, sotto forma di un risparmio di 450 franchi, niente di meno che una proposta di messa a morte del suo servizio pubblico audio visivo.

 

Spiegazione del testo

L’iniziativa popolare federale ‘Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag)’ prevede che la Costituzione federale è modificata come segue

Art. 93 cpv. 2–6

2 Ex cpv. 3

3 La Confederazione mette periodicamente all’asta concessioni per la radio e la televisione.

Commento: la Confederazione resta l’autorità “regolatrice”, ma il suo potere si limita a organizzare un’asta stagionale dei media sul mercato privato

4 La Confederazione non sovvenziona alcuna emittente radiofonica o televisiva. Può remunerare la diffusione di comunicazioni ufficiali urgenti.

Commento: la Confederazione ha il divieto di finanziare qualsiasi servizio pubblico audiovisivo. Lo Stato mantiene quindi solo il diritto di diffondere dei comunicati urgenti che dovrà pagare alla stessa stregua di un annuncio pubblicitario.

5 La Confederazione o terzi da essa incaricati non possono riscuotere canoni.

Commento: non solo lo Stato non può organizzare un sistema di finanziamento del servizio pubblico radio tv tramite canone o imposte, ma non può nemmeno delegare questo compito. Concretamente questa disposizione permette il finanziamento dell’audio visivo solo tramite la pubblicità.

6 In tempo di pace la Confederazione non gestisce emittenti radiofoniche e televisive proprie.

Commento: lo Stato conserva la possibilità di finanziare un servizio pubblico audio visivo solo in caso di guerra.

Art. 197 n. 122

  1. Disposizione transitoria dell’art. 93 cpv. 3–6

1 Se l’entrata in vigore delle disposizioni legali è successiva al 1° gennaio 2018, entro tale data il Consiglio federale emana le necessarie disposizioni d’esecuzione.

2 Se l’articolo 93 capoversi 3–6 è accettato dopo il 1° gennaio 2018, le disposizioni d’esecuzione entrano in vigore il 1° gennaio dell’anno successivo alla votazione.

Commento: in caso di accettazione dell’iniziativa, la Società Svizzera di radio e televisione (SSR), fondata nel 1931, sarà costretta a chiudere il 1 gennaio 2019. La produzione e diffusione dei suoi programmi cesserebbe immediatamente, senza che siano regolamentate le condizioni della sua liquidazione.

La scomparsa della SSR avrebbe delle conseguenze drammatiche per il mondo della cultura, in particolare per il cinema e la musica, in termini di sostegno finanziario e di visibilità.

La privatizzazione dell’offerta audiovisiva aumenterebbe i costi di accesso alle trasmissioni sportive (abbonamenti privati cari) e limiterebbe la visibilità degli sport minoritari.

3 Alla data d’entrata in vigore delle disposizioni legali le concessioni con partecipazione al canone sono revocate senza indennizzo. Sono fatte salve le pretese di indennizzo per i diritti acquisiti coperti dalla garanzia della proprietà.

Commento: le 34 radio e tv private beneficiarie di una quota-parte del canone si vedrebbero amputate di una parte importante del loro budget, ipotecando pesantemente il loro futuro.

Per l’insieme del settore dei media elettronici, l’accettazione dell’iniziativa avrebbe quale conseguenza la soppressione di 13500 posti di lavoro diretti e indiretti e del Know how che rappresentano.

Una parte importante di questi impieghi rappresentano professioni che non possono essere esercitate al di fuori del settore dell’audiovisivo.